Le reazioni infiammatorie del sistema immunitario, cosiddette allergie, possono essere anche molto violente quando il nostro corpo scambia per “allergene” una sostanza in verità innocua.

 

È il caso degli acari della polvere, i pollini, alcuni alimenti…E purtroppo le manifestazioni allergiche non conoscono età e possono interessare anche i nostri bambini.

 

Come capire se il tuo bambino è allergico? Le reazioni più comuni

 

Una reazione allergica spesso non è immediata, per questo bisogna che il genitore sia particolarmente attento ad alcuni segnali che possono essere correlati ad un’allergia.

 

Non si tratta infatti solo di casi estremi in cui il bambino manifesta episodi più o meno intensi di asma o rinite, ma anche la presenza di congiuntivite o di un eczema possono essere ricondotti ad una sintomatologia allergica.

 

Per quanto riguarda le allergie di tipo alimentare è ancora più difficile capire perché in presenza di vomito, diarrea o nausea spesso si dà la colpa all’influenza o ad un malessere passeggero.

 

Vescicole e prurito nel neonato: cosa fare?

 

Qualsiasi sia l’età del bambino, in caso di dubbi, è sempre bene rivolgersi al pediatra.

 

Il pediatra nei casi di routine è sempre in grado di effettuare una prima diagnosi e decidere come intervenire sia con ulteriori analisi che con il coinvolgimento di uno specialista allergologo che prescriva l’opportuna terapia.

 

Importantissimo è rivolgersi alla guardia medica e agli ospedali infantili, in caso di reazioni allergiche sospette e/o violente.

 

In più, secondo i pediatri italiani, è sempre bene diffidare dalle diagnosi fai-da-te.

 

 

 

 

 

Le allergie più comuni nei bambini e da dove provengono

 

Dagli anni 90 ad oggi c’è stato un vero e proprio aumento dei fenomeni allergici nei bambini, dovuto a innumerevoli cause come: fumo dei genitori, inquinamento, alimentazione non adeguata, l’utilizzo frequente dei farmaci o l’eccessiva igiene che non consente ai piccoli di sviluppare, in maniera corretta, le difese immunitarie.

 

Fin dalla tenera età infatti gli allergeni sono presenti nella vita del bambino ed entrano in contatto con lui attraverso: inalazione, contatto o digestione.

 

L’assunto che da un genitore non allergico non potrà nascere un figlio allergico è totalmente sbagliato.

 

Così nonostante la genetica ricopra un ruolo maggioritario nelle diagnosi di allergia, sono sempre più frequenti i casi in cui vengono diagnosticati bambini allergici seppur con genitori sani.

 

L’allergia più frequente nei bambini è in assoluto quella dei pollini, legata alla fioritura stagionale di alcune piante come: graminacee, betullacee, composite.

 

Ci sono poi alcune allergie legate all’alimentazione che interessano alimenti come: uova, crostacei, pesce, pomodori, noci e arachidi, latte e alimenti contenenti glutine.

 

Ma anche la polvere è fra gli allergeni più comuni nei bambini, in quanto facilmente riscontrabile nella vita quotidiana e negli appartamenti.

 

Prevenire o meglio alleviare le allergie: si può?

 

Spesso in caso di allergie stagionali, si può cercare di attenuare i sintomi attraverso dei preparati naturali e fitoterapici che vanno somministrati prima della fioritura delle piante.

 

Alcuni studi dimostrano inoltre che anche il latte materno protegge in maniera efficace dal manifestarsi di asma, eczemi e rinite allergiche.

 

Purtroppo però l’unica cosa che funziona al 100% come antistaminico naturale è tenere lontano il bambino dell’allergene.

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